ERESIE – 9

Il fatto che uno possa dichiarare che Gesù è il Figlio di Dio dipende dalla volontà dell’uomo
 
Le ADI fanno dipendere il fatto che l’uomo possa arrivare a dichiarare che Gesù è il Figlio di Dio dalla volontà dell’uomo e non dalla volontà di Dio. Ecco quanto si legge in A Domanda Risponde: ‘Esiste tanta confusione su Cristo, sul Suo carattere e sulla Sua persona. Gesù stesso ha posto questa domanda ai Suoi discepoli: ‘… Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo’? (Matteo 16:13). Anche allora furono presentate diverse opinioni ma Pietro soltanto, perché ‘il Padre … che è nei cieli’ glielo aveva rivelato, potè dichiarare che Gesù era ‘… il Cristo, il Figlio del Dio vivente’ (Matteo 16:16). Non si può identificare Gesù come il Divino Salvatore se non per rivelazione da alto. Quando l’individuo si apre a questa rivelazione divina le proprie opinioni o quelle degli altri perdono il loro valore, perché ‘trasformati mediante il rinnovamento della … mente’, si conosce ‘per esperienza quale sia la volontà di Dio’ (Romani 12:2)’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. III, ADI-Media, Prima edizione 2004, pag. 26-27).
Ma le cose non stanno così perché non è l’uomo che apre la sua mente alla rivelazione divina, ma Dio che apre la sua mente o il suo cuore affinchè lui intenda che Gesù è il Figlio di Dio. Di Lidia infatti viene detto che “il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo” (Atti 16:14). E che cosa diceva Paolo alle donne che erano radunate in quel luogo se non che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio? D’altronde Gesù, per quanto riguarda il come si perviene alla conoscenza di Dio, ha detto: “Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e niuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre; e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo” (Matteo 11:27), ed anche: “Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo voglia rivelarlo” (Luca 10:22), quindi uno può conoscere Dio Padre solo se il Figlio vuole rivelarglielo. E badate che la stessa cosa si può dire del Figlio, infatti uno lo può conoscere solo se Dio decide di rivelarglielo; tanto è vero che l’apostolo Paolo disse ai Galati: “Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, e mi segnalavo nel giudaismo più di molti della mia età fra i miei connazionali, essendo estremamente zelante delle tradizioni dei miei padri. Ma quando Iddio, che m’aveva appartato fin dal seno di mia madre e m’ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il suo Figliuolo perch’io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue, e non salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me, ma subito me ne andai in Arabia; quindi tornai di nuovo a Damasco. Di poi, in capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore” (Galati 1:13-19). Notate come l’apostolo dica che fu Dio a compiacersi di rivelare il Suo Figliuolo in lui, e non che lui si compiacque di aprirsi alla rivelazione di Dio circa il Suo Figliuolo. In altre parole fu Dio ad ‘aprirlo’ alla Sua rivelazione, e non Paolo ad aprirsi ad essa.

ERESIE – 9ultima modifica: 2010-03-21T15:18:25+01:00da micedan3
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