ERESIE – 7

Gesù cominciò ad usare le parabole quando sopraggiunse l’opposizione dei Suoi contemporanei, e le usò non per eseguire un giudizio sugli increduli, ma piuttosto per manifestare un profondo sentimento di misericordia divina
 
Sulle parabole usate dal nostro Signore Gesù Cristo, le ADI insegnano le seguenti menzogne: ‘Il Maestro Divino iniziò ad usare le parabole nel Suo insegnamento soltanto quando, dopo il periodo della popolarità, sopraggiunse l’opposizione da parte dei Suoi contemporanei. La ragione di questo mutamento di metodo è spiegata in Matteo 13:11-16. In questo passo dei Vangeli, il Signore fa capire ai Suoi discepoli che i ‘segreti’ del Suo Regno sono riservati soltanto ai sudditi. In altre parole, non è giusto che coloro i quali seguono per mera curiosità, o al solo scopo di critica, chiudendo gli occhi per non vedere, e gli orecchi per non sentire ed il cuore per non comprendere, debbano venire a conoscenza dei privilegi del Regno di Dio. Non si tratta però di un giudizio sugli increduli, ma piuttosto di un ulteriore profondo sentimento della misericordia divina che oltrepassa il senso legale della giustizia. Gli increduli ed i detrattori di Cristo, della Sua signoria e della Sua dottrina, sarebbero stati ancora più colpevoli se avessero conosciuto di più della legge divina e dei privilegi che i credenti hanno la possibilità di conoscere’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, pag. 19).
La prima menzogna è quella che Gesù cominciò ad usare le parabole quando sopraggiunse l’opposizione dei Suoi contemporanei. E’ una menzogna perché secondo la Scrittura Gesù, quando iniziò il Suo ministerio, cominciò sin da subito a parlare alle moltitudini in parabole, e questo perché si dovevano adempiere le Scritture profetiche secondo le quali il Messia avrebbe aperto la sua bocca in parabole. Ascoltate quello che dice a tale riguardo Matteo: “Tutte queste cose disse Gesù in parabole alle turbe e senza parabola non diceva loro nulla, affinché si adempisse quel ch’era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò in parabole la mia bocca; esporrò cose occulte fin dalla fondazione del mondo” (Matteo 13:34-35). Dunque, non ci fu mai nessun cambiamento di metodo da parte di Gesù nel parlare alle turbe.
La seconda menzogna è che Gesù usò le parabole non per eseguire un giudizio sugli increduli, ma piuttosto per manifestare un profondo sentimento di misericordia divina. E’ una menzogna perché la Scrittura dice chiaramente che l’uso delle parabole aveva come scopo quello di non far convertire quelli di fuori. Ascoltate quello che rispose Gesù alla domanda dei suoi discepoli sul perché Egli parlava alle turbe in parabole: “Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha. Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono. E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete; perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca” (Matteo 13:11-15); “A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: Vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi” (Marco 4:11-12). Come si può vedere, Gesù usò le parabole affinchè quelli di fuori non intendessero e non si convertissero. Si trattò dunque di un giudizio del Signore. Ma d’altronde non disse forse Gesù un giorno ai suoi nemici: “Io son venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi” (Giovanni 9:39)? E poi, perché c’è dell’altro da dire, non dice forse Giovanni: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:37-40)? Quindi l’uso delle parabole di Gesù quando ammaestrava le turbe e l’induramento e accecamento prodotti da Dio nei Giudei sono cose che vanno assieme, in quanto Gesù parlava alle turbe in parabole “affinché: Vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi” (Marco 4:12) e Dio indurò i loro cuori e accecò i loro occhi “affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:40). In altre parole, possiamo dire che Dio si usò delle parabole di Gesù per indurare i cuori dei Giudei e accecare i loro occhi affinchè non si convertissero, perché essi erano stati destinati ad intoppare secondo che aveva detto il profeta: “Molti tra loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio, e saranno presi” (Isaia 8:15).
Ma dov’è questo profondo sentimento della misericordia divina secondo il quale l’uso delle parabole impedì che aumentasse la colpevolezza degli increduli e dei detrattori di Cristo? Inesistente. Eppure le ADI riescono a vederlo! Vedono anche le cose che non esistono. Era inevitabile che dicessero queste menzogne. Perché per loro Dio voleva salvare tutti anche ai giorni di Gesù: non può essere che Egli accecò gli occhi degli Ebrei e indurò i loro cuori – mediante le parabole – affinchè non credessero! Le ADI si sono trovate costrette a insegnare che Gesù parlava alle turbe per quelle ragioni, perché altrimenti avrebbero dovuto spiegare come mai Dio non voleva che quelli di fuori si convertissero dato che loro insegnano che Dio vuole salvare tutti e che a nessuno è preclusa la salvezza! E quindi per evitare di dover dire una cosa simile – che è perfettamente scritturale – hanno dovuto far saltare fuori la misericordia divina!! Eppure loro pensano – dicendo queste menzogne – di difendere la giustizia di Dio, cioè il fatto che Lui non ha riguardo alla qualità delle persone. In altre parole, fanno il male affinchè ne venga del bene. Renderanno conto a Colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti.

ERESIE – 7ultima modifica: 2010-03-21T15:11:43+01:00da micedan3
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